I 2 bias da eliminare per risparmiare soldi in maniera facile e veloce

Se stai iniziando la lettura di questo articolo, non temere. Non si tratta di uno dei soliti post dove troverai sconti su singoli prodotti. In questo articolo voglio infatti insegnarti una tecnica di risparmio applicabile a qualsiasi acquisto, in qualsiasi campo e in ogni momento. Personalmente la utilizzo in tutti gli ambiti e, fidati, ha cambiato letteralmente il mio modo di risparmiare, consentendomi di raggiungere ottimi risultati e mettere da parte soldi che altrimenti avrei speso inutilmente.

 

COSA VUOL DIRE VERAMENTE RISPARMIARE SOLDI?

Iniziamo col capire cosa vuol dire veramente risparmiare. Risparmiare vuol dire, in estrema sintesi, spendere meno soldi e questo lo si può fare essenzialmente in due modi:

  • riducendo il numero degli acquisti;
  • cercando di comprare le stesse cose ad un prezzo inferiore. 

Se vuoi utilizzare una tecnica di risparmio sostenibile nel tempo senza eccessivi sacrifici (anche psicologici) quello che devi fare, innanzitutto, è decidere cosa per te è essenziale e cosa non lo è. Dopo che avrai preso questa decisione tutto ciò che è necessario fare è:

  • interrompere gli acquisti non essenziali;
  • cercare di acquistare le cose essenziali al minor prezzo possibile

NB: con cose essenziali non si intendono solo i prodotti di prima necessità necessari al sostentamento vitale; ciascuno di noi ha una propria lista di priorità (per un appassionato di lettura, essenziale sarà senza dubbio l’acquisto di libri; per un appassionato di calcio, essenziale può essere l’abbonamento allo stadio. Giusto per farvi capire: in linea di massima per ciascuno di noi è essenziale andare ogni tanto a cena fuori ma probabilmente non lo è andare tutte le sere).

Bene, ora che hai chiara la lista delle tue priorità e ciò di cui invece puoi (e vuoi) fare a meno, ci sono ancora due concetti che non puoi non conoscere se vuoi ambire a risparmiare veramente nel modo giusto.

 

IL PRIMO BIAS COGNITIVO DA ELIMINARE PER  RISPARMIARE SOLDI

I soldi hanno tutti egual valore! 

Sembra una frase banale ma ti assicuro che non lo è! Facciamo un esempio pratico. 

Supponiamo che tu debba acquistare una macchina e che il modello che hai scelto è disponibile al tuo concessionario di fiducia a due passi da casa a 20.000 euro. Supponiamo che la stessa macchina sia anche disponibile in un concessionario molto fuori città a 19.900 euro. Cosa fai? Quasi sicuramente opterai per il concessionario più vicino perché la differenza di prezzo è minima rispetto all’importo complessivo dell’acquisto che ti accingi a fare e non vale la pena scomodarsi così tanto per comprare qualcosa che puoi benissimo acquistare vicino a casa. 

Immaginiamo ora di voler andare al concerto del nostro cantante preferito e che, ahinoi, ci siamo decisi tardi; gli ultimi posti rimasti sono solamente quelli in platea, che vengono 80 euro (un po’ troppo forse per un cantante semi sconosciuto, penserete). Presi dallo sconforto venite attratti dal post di una vostra conoscente su Facebook che, non potendo più andare al concerto causa malattia, ha deciso di regalare il proprio biglietto in platea. Cosa fate? Ovviamente contattate subito l’autore dell’annuncio per sapere dove potete incontrarvi. Così scoprite che abita a due passi dal concessionario fuori città che vendeva la macchina che tanto vi piaceva. Con tutta probabilità questo non vi impedirà di recarvi dalla sfortunata fan per farvi consegnare il biglietto. Dopotutto, è il prezzo da pagare per andare al concerto gratis!!

Cosa notate in questo ragionamento?

La risposta è semplice: avete attribuito un valore diverso ai soldi a seconda del contesto di riferimento!! 

Nel primo caso avete ritenuto che non valesse la pena scomodarsi e andare fuori città per risparmiare appena 100 euro su un acquisto da 20.000 euro, mentre nel secondo caso avete ritenuto che il viaggio fuori città fosse più che giustificato dal fatto che stavate per ricevere gratis il biglietto del concerto al quale tanto volevate andare. Ma, se ben vi ricordate, il biglietto costava solo 80 euro, ossia 20 euro meno del possibile risparmio che avreste ottenuto se aveste acquistato la macchina dal concessionario fuori città! 

In altre parole, avete lasciato che il contesto di riferimento mutasse la vostra percezione del denaro e, così facendo, avete finito per prendere una decisione totalmente errata. Se aveste comprato la macchina fuori città e il biglietto a prezzo pieno avreste pagato in tutto 19.980 euro (19.900 + 80); invece alla fine vi siete trovati a spendere 20.000, senza comodità aggiuntive (siete comunque dovuti andare fuori città). 

Ricordatevi, 100 euro sono sempre 100 euro, sia in relazione ad un acquisto da 100.000 euro, sia con riferimento ad un acquisto da 150 euro. 

Il valore del denaro non muta a seconda del contesto di riferimento ma dipende esclusivamente dal suo potere di acquisto!

 

IL SECONDO BIAS COGNITIVO DA ELIMINARE PER RISPARMIARE SOLDI

I soldi non vanno considerati solo per quello che possono valere oggi ma per quello che possono valere in futuro. 

Anche questo è un concetto apparentemente chiaro ma estremamente sottovalutato.  

Aiutiamoci ancora una volta con un esempio. 

Supponete, nell’esempio di prima, di essere indecisi se percorrere un lungo di strada per risparmiare 100 euro (o 80 nel caso del biglietto del concerto). Sicuramente il ragionamento che farete è duplice:

  • valutare il costo del viaggio, il tempo impiegato, e il vostro tempo-opportunità (se impiego mezz’ora di tempo e un’ora del mio tempo costa 20 euro, allora è come se il viaggio mi costasse 10 euro in più, se il tempo che ho impiegato l’ho dovuto sottrarre ad attività redditizie);
  • considerare 100 euro (o meglio, l’effettivo risparmio, al netto dei costi) per il potere di acquisto che hanno. Se ad esempio riesco a risparmiare effettivamente 100 euro probabilmente il ragionamento consequenziale è se vale la pena andare un paio di volte in più a cena fuori o stare a casa sul divano e aspettare comodamente che il vostro pacco arrivi a casa. 

Il ragionamento è corretto, ma incompleto. 

I soldi risparmiati non valgono solo 100 euro ma valgono 100 + x, dove x è il rendimento che questi soldi potrebbero verosimilmente generare laddove venissero messi a rendita. Questo è un elemento assolutamente fondamentale da considerare. Per avere una stima dei possibili rendimenti, basta considerare che il mercato americano negli ultimi dieci anni è cresciuto mediamente ad un tasso dell’8% annuo lordo e che, nel mondo fintech, non sono affatto rari i casi di rendita di c.d. stablecoin (ossia criptoasset legati al valore di una valuta di riferimento) attorno al 10% all’anno, se non addirittura superiori (se vuoi approfondire questi servizi c.d. CeFi, ossia di finanza centralizzata, ti invito a cliccare qui e se ti iscrivi attraverso i miei referral link potrai ottenere i promo code di benvenuto che ciascuna piattaforma mette a disposizione). 

 

Quindi, supponendo di riuscire a risparmiare 100 euro ogni mese e di investire questi soldi con periodicità mensile ad un rendimento stimato (ricorda, non c’è garanzia sul futuro) del 10%, sapete a quanto ammonta il vostro capitale dopo 2 anni, 5 anni o 10 anni?

Ve lo dico io. 

Dopo 2 anni: circa 2.800 euro

Dopo 5 anni: circa 7.900 euro 

Dopo 10 anni: circa 20.800 euro

E questo risparmiando solo 100 euro in più al mese rispetto a quanto già non siete in grado di fare!! E se invece di 100 euro fossero 200?

Dopo 2 anni: circa 5.500 euro

Dopo 5 anni: circa 15.800 euro

Dopo 10 anni: circa 41.500 euro.

Bello vero?! E’ la magia del c.d. interesse composto.

 

CONCLUSIONI

Imparare a gestire il proprio capitale in maniera corretta e consapevole è di fondamentale importanza per una vita ispirata alla ricerca della libertà finanziaria. Molte persone credono che per migliorare la propria situazione economica sia necessario aumentare le entrate; questo è sicuramente vero ma costituisce solo una visione parziale. Aumentare le proprie entrate senza avere il controllo delle uscite può rivelarsi del tutto inutile. La vera svolta consiste nel trovare il perfetto punto di equilibrio tra costi e ricavi, in relazione ai bisogni fondamentali di vita e alle passioni e aspirazioni di ciascuno di noi. Purtroppo viviamo in un mondo nel quale tutto l’interesse è concentrato nell’acquisire competenze funzionali esclusivamente a trovare un lavoro, a generare entrate. Sta a voi – e solo a voi – decidere se apprendere anche le tecniche di gestione del denaro in uscita: risparmio non vuol dire privazione ma consapevolezza.

Se vuoi approfondire ulteriormente questi e ulteriori nozioni di finanza personale applicata alle tecniche di risparmio ti consiglio di leggere il bellissimo libro “Why Smart People Make Big Money Mistakes-And How to Correct Them di Gary Belsky e Thomas Gilovich.Un libro sintetico e scritto in un inglese elementare che ti aprirà letteralmente le porte al risparmio consapevole. Il miglior investimento che puoi fare!

 

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Buon risparmio!

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