Bitcoin sarà l’oro del metaverso?

Bitcoin sarà l’oro del metaverso? In un momento in cui non si parla di altro che di metaverso e web 3 è questa una delle domande più suggestive e importanti che a mio avviso occorre porsi. 

Ma partiamo dall’inizio. Come nasce questa riflessione? Per capirlo non possiamo che cominciare da cosa è bitcoin (secondo me) e da quali sono le critiche che più spesso gli vengono mosse. Tranquilli, non vi spaventate. Non state per leggere un trattato su come funziona bitcoin, la blockchain e il mondo crypto. Per quello vi rimando ai due libri che reputo essenziali e che trovate in questo articolo.

Cosa è bitcoin? 

Provo a dirla con parole mie: bitcoin è tante cose insieme. E’ decentralizzazione, libertà, innovazione, progresso. E’ moneta ma al tempo stesso riserva di valore

Moneta perché, a dispetto della volatilità che lo caratterizza, consente a coloro che sono esclusi dai tradizionali canali bancari di poter accedere ad un sistema di scambio di valore completamente decentralizzato e scollegato dalla volontà di un’autorità centrale.

Riserva di valore perché l’inflazione controllata (e, quindi, l’offerta fissa e limitata) che sta alla base dell’algoritmo che lo regola rappresenta un disincentivo al suo utilizzo – quantomeno in questa prima fase di adozione – quale moneta di scambio (chi non ricorda la famosa pizza pagata 10.000 BTC da Laszlo Hanyecz il 22 maggio 2010, circa 420 milioni di dollari ai prezzi attuali?!). 

Tutto questo ci aiuta nel rispondere alla domanda se Bitcoin sarà l’oro del metaverso? Proviamo a scoprirlo insieme.

La pizza da 10k BTC acquistata nel maggio 2010

Oro vs BTC come riserva di valore

Concentriamoci sulla possibile funzione di bitcoin quale riserva di valore paragonata all’oro. Se provate a parlarne con un amico non sufficientemente crypto-friendly sono sicuro che, come risposta alla vostra affermazione, riceverete due ordini di critiche (tranquilli, nulla di personale con il vostro amico, sono le critiche più frequenti che ormai sento da anni).

La prima consiste nel fatto che mentre l’oro ha migliaia di anni di storia bitcoin è appena nato e non ci sono certezze circa la sua effettiva capacità di poter assolvere alla funzione di store of value. Si tratta, a mio modo di vedere, di una considerazione oggettivamente corretta e ragionevole. Oggi l’oro è più riserva di valore di bitcoin e su questo non ci sono dubbi. Nonostante il trend di medio/lungo periodo sia nettamente a favore di quest’ultimo (ma, tendenzialmente, chi cerca riserva di valore non è a caccia di rendimenti), è dimostrato che storicamente l’oro ha retto a fasi di ribasso del mercato meglio di bitcoin.

Ma accanto a questa riflessione, spesso e volentieri, se ne accompagna un’altra: l’oro non è solo scarso ma ha un utilizzo mentre bitcoin è un asset totalmente improduttivo. Insomma, l’oro si può usare per fare i gioielli, con bitcoin che ci fai?! Questa considerazione ha una sua dignità e merita senza dubbio un approfondimento. 

Bitcoin come oro del metaverso: fantasia o realtà?

Ma allora, Bitcoin sarà l’oro del metaverso?

Prima di esporvi le mie riflessioni su questo tema voglio fare una premessa. Rientro tra coloro che ritengono che non occorra necessariamente trovare una funzione “tangibile” a bitcoin per assumere che questo asset abbia effettivamente un valore. 

A mio modo di vedere, parlando dal punto di vista “fondamentale”, il valore di bitcoin sta nella decentralizzazione e nella scarsità, punto. E’ proprio questo che gli conferisce valore, ciò che nessun altro asset al mondo ha. Probabilmente se rispondete così verrete presi per pazzi; proviamo quindi a fare un po’ di speculazioni sul futuro ruolo di bitcoin.

Sicuramente il vostro amico avrà sentito parlare del metaverso (dopotutto, dopo che Facebook ha cambiato nome in Meta, chi non lo ha fatto?!).

Il metaverso è, nella sua complessità, molto semplice da spiegare: si tratta, in estrema sintesi, di uno spazio interamente virtuale nel quale le persone interagiscono per mezzo di avatar e dispositivi tecnologici. Per fare un esempio: non sarà più necessario uscire per andare a mangiare una pizza: indossate il visore e sarete immediatamente catapultati in una realtà parallela dove i vostri amici sono i vostri commensali, pur essendo nella realtà a, potenzialmente, migliaia di km di distanza da voi. Insomma, siete i protagonisti del videogioco.

Gli NFT nel metaverso

Ma cosa c’entra tutto questo con bitcoin?

Il punto è molto semplice: l’oro trasposto in forma digitale è tendenzialmente infinito. Chiunque può copiare una collana di Bulgari o di Chanel nel metaverso; non ci sono limiti oggettivamente invalicabili come quello che, nella realtà, è rappresentato dalla scarsità della materia prima. Certo, qualcuno potrà dire che Bulgari e Chanel potrebbero sempre fare delle forme di NFT (cosa che, peraltro, già hanno iniziato a fare) in modo che i loro prodotti mantengano, nel mondo digitale, il valore e la scarsità che hanno nel mondo fisico. 

Ma a mio avviso non è così semplice: chi acquista un prodotto reale di grandi marche lo fa, oltre che per il marchio, per i materiali che lo compongono e, tendenzialmente, per la qualità costruttiva che lo caratterizza. In altre parole, quello che sto cercando di dire è che quando si tratta di beni di consumo non c’è nessun valore aggiunto in un NFT che può essere replicato, dal punto di vista grafico, pedissequamente da chiunque. E neppure la proprietà virtuale dell’oggetto che l’NFT è in grado di conferire rappresenta un motivo sufficiente per acquistare una borsa NFT di Chanel: chi acquista una borsa o una collana nel mondo reale lo fa per indossarle, non certo con l’intenzione di rivenderle.

Se quindi non vi è differenza grafica tra l’NFT originale e una sua copia allora l’unico motivo per acquistare l’NFT non è forse quello di poter dimostrare (agli altri) di essere i proprietari di quell’oggetto e, quindi, in ultima analisi, di poterselo permettere? 

Insomma: nel mondo reale ci possono essere molti motivi per preferire una collana di alta gamma ad un’altra: qualità dei materiali, qualità costruttiva, vestibilità, moda, etc. Ma nel mondo virtuale tutti questi motivi scompaiono immediatamente e l’unico che rimane è la possibilità di poter dare sfoggio delle proprie capacità economiche. 

Il futuro nel metaverso

Se tutto questo è vero, il punto allora diventa il seguente: e se nel metaverso il paradigma del valore fosse completamente diverso da come lo intendiamo nella realtà? Cosa succederebbe se nel metaverso collane, borse, gioielli e così via fossero sostituiti da una rappresentazione grafica sulla quantità di bitcoin detenuta dal possessore di un determinato avatar?

Possiamo immaginare un mondo virtuale in cui oggetti sempre più rari siano resi disponibili solamente a coloro che detengono un numero minimo di bitcoin?

Ancora una volta: notate qualche differenza rispetto a quanto già non accade nel mondo fisico?

Torniamo a questo punto alla domanda iniziale dalla quale siamo partiti: Bitcoin sarà l’oro del metaverso?  

Conclusioni

Come avrete intuito, personalmente non riesco a dare una risposta. Non sono un esperto di metaverso e non sono un esperto di NFT. Se devo essere sincero, non li ho ancora neppure capiti pienamente. Sono sicuro che gli NFT hanno un futuro e uno use case ma non sono sicuro che il loro vero valore risieda nei progetti che stiamo vedendo oggi. 

Navigando in rete mi ha molto stupito il fatto che nessuno si sia posto il dubbio che ho cercato di esporre in questo articolo. 

Vorrei quindi lasciarvi con una riflessione finale. Se il metaverso, come si dice e si pensa, acquisterà uno spazio predominante nel prossimo futuro, è davvero possibile immaginare che bitcoin non cambierà, insieme ad esso, il suo ruolo nel mondo?!

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