Cosa è l'insider trading

Insider trading: cosa è e quali sono le sanzioni

Si sente molto spesso parlare, sia sui media che sui social, di insider trading. Pochi in realtà conoscono esattamente la disciplina e come è regolata dalla legge. In questo articolo vedremo quindi nel dettaglio che cosa è l’insider trading e quali sono le sanzioni per chi lo commette.

Cos’è l’insider trading?

Iniziamo col dire che l’insider trading (o, in gergo tecnico, “abuso di informazioni privilegiate”) è un comportamento vietato dall’ordinamento italiano e non solo. Questo consiste, in particolare, nello sfruttamento illecito delle c.d. informazioni privilegiate delle quali si è in possesso in virtù dell’attività lavorativa per acquistare, vendere o compiere altre operazioni (anche per conto di terze persone) su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime.
Senza entrare eccessivamente in tecnicismi, le informazioni privilegiate sono quelle informazioni ancora segrete che sono così precise da incidere sul prezzo di un titolo azionario. L’utilizzo improprio di queste informazioni consente dunque di avere un vantaggio competitivo rispetto al mercato che ancora non conosce l’informazione (si parla di asimmetria informativa).
Una cosa di cui però si parla poco è commette insider trading anche colui che non opera direttamente su strumenti finanziari ma che si limita a: (a) comunicare queste informazioni particolarmente importanti e price sensitive al di fuori del normale esercizio dell’attività lavorativa; (b) raccomandare o indurre altre persone a compiere operazioni sui titoli sulla base di tali informazioni. 

 

Come mai l’insider trading è così grave

Le conseguenze a carico di chi compie condotte qualificabili come insider trading sono, come vedremo, particolarmente pesanti. A qualcuno potrebbero forse sembrare eccessive. Tuttavia, la gravità delle conseguenze previste dalla legge deriva dall’importanza che il mercato dei capitali ricopre nella società moderna. In questo senso, lo scopo della legge è di prevenire tutti quei comportamenti che possono pregiudicare la fiducia del pubblico circa il corretto funzionamento dei mercati finanziari. E’ chiaro, infatti, che un mercato altamente “asimmetrico” rappresenta un disincentivo per gli investitori e, conseguentemente, priva le aziende della possibilità di finanziarsi sul mercato.
Tornando a noi, nell’ordinamento italiano la fattispecie dell’insider trading configura sia un reato, sia un illecito amministrativo. In particolare, il reato dell’insider trading è previsto e disciplinato dall’articolo 184 del d.lgs. n. 58/1998 (c.d. Testo Unico sulla Finanza). L’illecito ammnistrativo trova invece la sua disciplina all’interno degli articoli 187-bis del d.lgs. n. 58/1998 e 8 del Regolamento UE n. 596/2014
E’ bene quindi sapere che chiunque commetta la fattispecie dell’insider trading può essere punito sia penalmente che in via amministrativa mediante l’applicazione di una pena pecuniaria. Queste due sanzioni sono infatti cumulabili (al ricorrere di determinati presupposti) benché siano applicate da due organismi differenti: il giudice ordinario nel caso delle sanzioni penali e la Consob (ossia l’Autorità Italiana per la vigilanza dei mercati finanziari) nel caso delle sanzioni amministrative. 

Le sanzioni previste in caso di insider trading

Come dicevamo, le sanzioni previste dalla legge sono particolarmente pesanti. 
Sotto il profilo penale, al netto delle maggiorazioni di pena per i casi più gravi, è prevista la reclusione da due a dodici anni e la multa da euro ventimila a euro tre milioni. Conseguenze un po’ meno rigide sono previste per il c.d. insider secondario, ossia il soggetto che non ha utilizzato direttamente le informazioni apprese in prima persona ma che ha sfruttato le informazioni che qualcun altro gli ha “passato”. In questo caso, infatti, la pena prevista è la reclusione da un anno e sei mesi a dieci anni e la multa da euro ventimila a euro due milioni e cinquecentomila.
A queste si aggiungono, come detto, anche le sanzioni di carattere amministrativo, che vanno da un minimo di ventimila euro ad un massimo di cinque milioni di euro.

Riepilogo

Abbiamo visto cosa è l’insider trading e quali sono le sanzioni. Volendo fare uno schema di riepilogo è quindi possibile affermare che commette il reato di insider trading chiunque è in possesso di informazioni privilegiate in virtù dell’attività lavorativa svolta e: 

  1. acquista, vende o compie altre operazioni, anche indirettamente o per conto di terzi, su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;
  2. comunica tali informazioni ad altri al di fuori dell’esercizio della propria attività lavorativa;
  3. raccomanda o induce altri, sulla base di tali informazioni, al compimento delle operazioni indicate in precedenza.

Commette, inoltre, lo stesso reato chi, avendo ricevuto da altri informazioni privilegiate ed essendone a conoscenza, commette uno dei comportamenti indicati in precedenza (c.d. insider secondario).

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